L'informatore che Rode e....Corrode
  QUANDO HALLOWEEN ERA “VOLGARMENTE” CHIAMATA I MURTICIDDRI
 

  (articolo 10 novembre 2007)

Vi è capitato mai di ricevere un SMS che non aspettate, INVIATO dalla persona che mai avreste pensato essere essere il MITTENTE, il cui OGGETTO è proprio quello che non vi siete neanche azzardati a SOGNARE??
State sorridendo perché….il sogno magari è una bella donna!!! Noi a queste fortune siamo “allergici”: sarà forse per qualcosa che riguarda la nostra fisicità??? Boh!
Questo è il messaggio comparso sul display del nostro celluTARLO:IN UFFICIO VI ASPETTANO DUE CESTE REGALO. FIRMATO: “IL CAPO DEI…TOPI”.
La prima domanda che si è sorta è stata: ma i topi, saremmo noi? Che figlio di un suffrizziu ammuffutu!!
Armati di buona volontà, ma con uno scetticismo pari al decimo grado della scala TARLRICHTER, abbiamo aperto la porta dello studio con la convinzione che qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto.
Ed invece??? Due enormi ceste, spadroneggivano nel bel mezzo del corridoio.
 
T-     Dite la verità, non ve l‘aspettavate?
O&L- A dire il vero no, ma…a cosa dobbiamo tanto onore?
      T- Domani sono i mo…?
O&L - I mondiali!!!!
T-       Faccio finta di non aver sentito: domani sono i mor…..
O&L - I mordi e fuggi?
T-       Mi arrendo! Domani è la ricorrenza di TUTTI I SANTI e dopodomani si commemorano i Morti!
O&L - I regali che c’entrano: non hai fatto mica testamento ??!!
T-       Care testi di mulacciuna fanzi vi ho “fatto” i murticiddri???
O&L - Tarlo, sei “antico”: noi festeggiamo HALLOWEEN, caro il “nostro" animale (purtroppo) non estinto!!
T-      Abituati ciirivu!! Cumbuartu di panza vacanti..!”
 O&L -  Non è per cattiveria, ma non ci ricordiamo neanche di questa usanza!!
T-       “Qualcuno” avrebbe dovuto spiegarvelo a scuola, ma, visto che sono magnanimo, ve lo dirò io: Papa Bonifacio IV istituì la festa di TUTTI I SANTI: nella festa, istituita il 13 maggio 610 e celebrata ogni anno in quello stesso giorno, venivano onorati i cristiani uccisi in nome della fede. Per oltre due secoli le due festività procedettero affiancate, sino a che papa Gregorio III (731-741) ne fece coincidere le date. Secondo altre fonti, fu invece Sant'Odilone di Cluny che nel 1048 decise di spostare la celebrazione cattolica all'inizio di novembre al fine di detronizzare il culto di Samhain. Quell'anno l'Ognissanti fu spostata dal 13 maggio al 1 novembre per dare ai cristiani l'opportunità di ricordare tutti i santi e, il giorno dopo, tutti i cristiani defunti.
O&L - ‘MMii che sei ostruito: e allora forza, che sai dirci di HALLOWEEN?
T-     Halloween è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana ora tipicamente americana e canadese. Tuttavia le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta infatti risalire al 4000 a.C. quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre la terra si prepara all'inverno ed era necessario - allora come adesso - ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween. 
O&L - Si, ma queste sono fesserie scolastiche. Per noi è la “notte delle streghe”!
T- Il vostro cervello è pari per spessore alla superficie di un atomo, quindi…ho detto tutto! Cari i mie ebeti vestiti da abeti natalizi, il termine HALLOWEEN non ha nulla a che vedere con le streghe! Infatti la parola, sia da un punto di vista etimologico che da quello degli usi e costumi, è perfettamente identico al nostro. Per questo nei paesi di lingua inglese la festa divenne Hallowmas, che significa: “una messa in onore dei santi”; la vigilia divenne All Hallows Eve, che si trasformò nel nome attuale: Halloween.
T-     Comunque, siccome non sapete nulla di murticiddri ho chiamato in causa, un nostro amico, che, in questo campo, per dirla in anglosassone, “ a sarda c’è
A - Abbiamo capito: togliamo il disturbo e…grazie ancora!!
 
Qualche istante dopo, entra in scena l’amico ADAMO BARBA, amante della storia e delle tradizioni locali.
Dopo i convenevoli, inizia il colloquio tra IL TARLO e il signor Adamo.
 
T-     Adamo ma, hai ricordi d’infanzia di murticiddri?
A - I miei ricordi sono pari al numero dei miei anni: quindi più di settanta!!
T-       Non voglio tediarti con domande: sono curioso di ascoltarti!
A - Dunque: la ricorrenza dei Morti, rappresentava per tutti i bambini, l’occasione per gustare in beata solitudine , un dolce particolare o un regalo di modesta entità, che rallegrava comunque l’atmosfera!
     T-   Dolci particolari o quelli di sempre?
     A-   Tarlo, hai iniziato con le domande?? Sei sempre ‘u solitu sbirri: i dolci erano solo ed esclusivamente Pupi di ‘zzuccaru e Frutta martorana! Ricordo ancora quanta emozione quando mio papà regalò un triciclo a me, ‘u cavaddruzzu a mio fratello Michele, ed ‘u bersagliari a mio fratello Pino. Ovviamente in miniatura. Ma assaporo ancora oggi, dopo tanti e tanti decenni, il sapore di quel triciclo che mangiavo con “religiosa parsimonia”.
T-   Adamuccio, non ti arrabbiare, ma a proposito di pupi di ‘zzuccaru ho letto che vengono anche chiamati "Pupi a cena": narra un’antica legenda che un nobile arabo ridotto in miseria, invitò a cena degli ospiti e, per sopperire alla mancanza di cibi prestigiosi inventò questa nuova ricetta dall'incredibile impatto coreografico riscuotendo notevole successo. E…Frutta Martorana, niente a casa vostra?
     A-   A noi era “proibito” anche guardare: era un dolce riservato prevalentemente alle classe più agiate.
            Immagina che, anche volendo, l’unico modo per avere i soldi per accattarla era quello di “rapinare” una banca. E ammesso e non concesso che qualche “generoso”, sciaguratamente ci avesse regalato un frutto, quello sarebbe stato il pretesto perché noi fratelli n’avissimu scannatu.
T-       Quindi una festa rivolta esclusivamente ai bambini?
A-     Non solo: anche i puvuriddri quella giornata godevano di elemosine e doni più consistenti del solito. Giravano per le strade e laddove conoscevano qualcuno iniziano a gridare: “..’zza Cuncè??’Gnura Steeeee..fanà!! I murticiddri su!!”. E le comari, uscivano e davano ciò che precedentemente avevano preparato. Era davvero una giornata di festa.
T-       Ma toglimi una curiosità Adamo: ma i regali li trovavate sul tavolo, sotto il letto o dove?
A-     Tarlo, innanzitutto è doveroso che io ti spieghi in cosa consisteva la festa: durante il periodo precedente i primi di novembre, i genitori, spesso per tenere cujeti i picciliddri,raccontavano loro che,se avessero fatto i bravi, il defunto a loro più vicino (potevano essere i nonni, gli zii, ecc. morti da poco tempo ) avrebbe portato un regalo. Bisognava mettere, la sera del 31 ottobre, le scarpe sul balcone (per chi ce l’aveva) o sotto una finestra, ed attendere l’indomani per controllarne il contenuto.
T-       Non dirmi che non hai un aneddoto su questa festività?
A-     Credo che, raccontandoti questa storiella, molti diranno di conoscerla già. Quindi mi rivolgo a coloro che non hanno mai sentito la storia “Du picciliddrru e u friscaliattu.” La storia si svolge all’interno di una casa molto ma molto povera dove si vive di stenti, e, per dirla in mussumulisi: “..’u pitittu jera niuru!” La madre, pur di non scontentare l’unico figlio che desiderava avere un fischietto, a costo di sacrifici indicibili, riuscì ad acquistarne uno. Il bambino, svegliatosi in piena notte, pur conoscendo le condizioni di povertà assoluta della famiglia, volle provare a controllare se per caso, il nonnino morto qualche mese prima, si fosse ricordato di lui. Affacciatosi alla finestra, con grandissimo stupore vide “l’oggetto del desiderio”. Colto da una irrefrenabile gioia, incurante dell’orario, iniziò a soffiare, con tutto il fiato che aveva nei polmoni, all’interno du’ friscaliattu, con tutte le conseguenze del caso. Un vecchietto, che abitava nell’abitazione di fronte, uscì fuori per controllare da dove provenisse quel suono “disumano”.
-          Ma chi ‘ffa’?? Chi ti niscì ‘u sinziu!!!
-          Stanotti ci misi i scarpi fori, e u sapi chi mi purtaru i murticiddri?
-          Chi?
-          ‘U friscaliattu!! E a ‘vossia chi ci purtaru?
-          Sta garcia di mingh…..
-          Allura chi ci apparà u cul….           
T-     Colorita ma simpaticissima questa storia. Oggi Adamo cosa pensi di questa ricorrenza?
A-     Penso che ai ragazzi, oggi non interessa ne la festa, ne i regali. Per quel che riguarda i dolciumi, oggi le pasticcerie hanno tolto loro anche il benché minimo interesse e senso dell’attesa: Frutta Martorana e Pupi di zuccaru li trovi in bella esposizione, qualunque giorno dell’anno Quindi a che serve aspettare?
 
 
 
   
 
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